Brexit: Panico sulle borse. Tempesta sugli spread

Piazza Affari resta la Borsa europea che più fatica ad aprire a pieno regime la seduta: l'indice Ftse Mib cede oltre l'8% ma trattano regolarmente meno la metà dei titoli principali. Tra questi il peggiore è Generali, che perde il 15% mentre i meno pesanti Luxottica e Terna (-5%). I problemi maggiori si prospettano tra i bancari, con nessun gruppo che riesce a fare prezzo.

Brusche oscillazioni degli spread dopo l'ufficializzazione della Brexit. Il differenziale tra Btp e Bund è schizzato fino a 191 punti base per poi ripiegare sotto quota 170 a 165 punti. Il divario tra i decennali di Spagna e Germania ha sfiorato i 200 punti base e ora si è ridotto a 173 punti. E la Brexit innesca la corsa ai beni rifugio, con una pioggia di acquisti sui Bund che fa crollare il tasso del 10 anni tedesco al minimo storico di -0,17%. Il rendimento del decennale tedesco è poi risalito a -0,14%.

La Banca centrale della Svizzera (Snb) è intervenuta sul mercato valutario per stabilizzare il franco svizzero, finito sotto pressione dopo la Brexit. In un comunicato la Snb spiega che dopo l'esito del referendum in Gran Bretagna, "il franco svizzero è finito sotto pressioni rialziste" e "la Banca centrale svizzera è intervenuta sul mercato per stabilizzare la situazione e rimarrà attiva sul mercato".

Il MICEX, l'indice denominato in rubli sulla borsa di Mosca, e il RTS, il corrispettivo in dollari, sono in calo rispettivamente del 3,5% e del 2,9% in seguito ai risultati del referendum britannico. Anche il rublo si è deprezzato fortemente nei confronti del dollaro tornando sopra quota 66 punti.

Nel giorno che ha decretato la vittoria del fronte del 'Leave' in Gran Bretagna la Borsa di Tokyo ha assorbito gran parte dello sbigottimento degli analisti, man mano che si concretizzava lo scenario della Brexit nel corso della notte in Europa. A poco è servito il dispositivo del 'circuit breaker', applicato dalle autorità di borsa a metà giornata, per tentare di limitare le perdite. L'indice Nikkei ha terminato con un calo del 7,92% lasciando sul terreno 1.286 punti a quota 14.952,02.

Nelle ore dello spoglio del referendum in Gran Bretagna i listini sono crollati (sterlina -10%, la Borsa di Tokyo ha toccato punte di calo dell'8%, i futures sull'avvio della Borsa di Londra sono arrivati a cedere il 9%), mentre i beni rifugio (oro e derivati sui titoli di Stato Usa) stanno ovviamente correndo. Il mercato azionario di Tokyo - che ha applicato il 'circuit breaker' per inibire le funzioni di immissione e modifica degli ordini limitando i ribassi troppo elevati - è il listino borsistico aperto durante lo spoglio del voto che ha accusato maggiormente il colpo, arrivando a perdere con l'indice Nikkei fino all'8,17%, lasciando sul terreno oltre 1.300 punti. Hong Kong scende oltre il 4%, con Seul, Sidney e Mumbai che cedono più del 3%. Meno accentuati (attorno ai due punti percentuali) i cali di Singapore, Bangkok e Jakarta, mentre anche le Borse cinesi - che in un primo momento hanno provato a tenere - dopo la la pausa di metà seduta raddoppiano le perdite: Shanghai perde scende di oltre il 2% e Shenzhen più del 3%. Peggio va sui mercati valutari: la sterlina sta lasciando sul terreno oltre il 10% contro il dollaro, mentre la moneta virtuale Bitcoin sale del 5%. Intanto il petrolio è in calo e cede oltre il 6% a 47 dollari per il barile Wti mentre il Brent perde poco meno (il 5,95%) a 47,88 dollari. Corre ovviamente l'oro, considerato il bene rifugio per eccellenza: le sue quotazioni - forti da giorni - salgono del 7,8% ai massimi dal 2008.

Sammarco Consulenti

Avere coraggio significa saper affrontare il mercato con la sicurezza necessaria. Da sempre al fianco di Famiglie e Aziende per realizzare idee e progetti.

Studio Sammarco Srl
Mediazione Creditizia

 

I Nostri Recapiti

Iscriviti alla nostra newsletter