Equitalia addio, al suo posto Equientrate

Si procede a tappe spedite verso l’addio a Equitalia, previsto per la fine del 2016. Al suo posto dovrebbe nascere un dipartimento interno all’Agenzia delle Entrate che riscuoterà i crediti non solo della stessa Agenzia, ma anche delle altre pubbliche amministrazioni (ad esempio Inps, Inail, ecc.). Si chiamerà Equientrate, nome che rispecchia la composizione del nuovo organismo: una fusione per incorporazione di Equitalia all’Agenzia delle Entrate. Le regole per il debutto del nuovo Agente per la riscossione saranno inserite nella legge di fine anno (anch’essa riformata: non più Legge di Stabilità, ma Legge di Bilancio) che arriverà al consiglio dei Ministri entro fine ottobre. 

Equitalia non muore completamente,o meglio, non muoiono le sue funzioni, i suoi metodi e, soprattutto, i suoi crediti: con la sola differenza che, nella stanza dei bottoni, ci sarà ora l’Agenzia delle Entrate. Resta da chiedersi quanto tempo, dal passaggio di consegne, sarà necessario per avviare le attività di riscossione vere e proprie: nelle more dell’incertezza che, da sempre, caratterizza la nostra pubblica amministrazione ogni volta che viene interessata da una riforma, si potrebbe verificare la prescrizione per ben più di un credito. Con la conseguenza che il “periodo intermedio” potrebbe portare un alleggerimento del carico fiscale a favore di numerosi contribuenti. Insomma, gli italiani potrebbero avvantaggiarsi ancor di più dell’incapacità di Equientrate di affrontare il cambiamento e della conseguente inerzia nell’interrompere i termini di prescrizione. Allo studio c’è anche un’altra soluzione: quella di dividere le competenze di Equitalia tra le Entrate e il Ministero dell’Economia. La proposta vuole altresì eliminare per sempre l’aggio (percentuale dovuta agli esattori privati che riscuotono tributi per conto dello Stato), lasciando in vita solo gli interessi legali.

“Equitalia”, ha dichiarato Boccia (presidente Confindustria), “funziona bene per la capacità di riscuotere, ma funziona male per i costi elevati della stessa attività. L’obiettivo della mia proposta è quello di ridurre i costi del 30% facendo fare a una struttura dello stato l’attività”. Resta il problema di come gestire il passaggio dei dipendenti di Equitalia (8 mila circa): la loro migrazione all’interno delle pubbliche amministrazioni richiederebbe un pubblico concorso (cosi come richiesto dalla Costituzione), mentre invece essi sono stati assunti con chiamata diretta e contrattualizzati con il contratto collettivo nazionale dei bancari.

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