L’ipoteca è illegittima se supera di un terzo il valore del bene pignorato

Il dramma di chi subisce la perdita di un bene primario come la casa per un debito modesto contratto e non saldato potrebbe presto diventare un ricordo del passato. Contro l’eccessiva iscrizione di ipoteca da parte dei creditori è intervenuta infatti la Cassazione (con sentenza n.6533 sez III Civile) stabilendo che l’ipoteca è illegittima se supera di un terzo il valore del bene pignorato. Secondo Federcontribuenti «questa sentenza mette in discussione il 70% delle ipoteche giudiziali derivanti da decreti ingiuntivi di banche ma anche di Equitalia». Si apre dunque la possibilità di richiedere un risarcimento danni.
«Abbiamo seguito storie spaventose di chi si vedeva portare via tutto per un debito bancario di 1000 euro, dopo anni di denunce e battaglie nelle aule finalmente ci si muove nella direzione del giusto processo», spiega una nota di Federcontribuenti. La sentenza della Cassazione va dunque a disciplinare il limite del valore ipotecabile in eccesso rispetto ai crediti iscritti. «Pochi giorni fa, in una trattativa già con udienza di aste fissate, grazie alla citata sentenza, abbiamo ottenuto un saldo e stralcio del 60 % a favore del nostro assistito con annullamento dell’esecuzione immobiliare: avevano pignorato un intero compendio immobiliare del valore di 1milione di euro per un credito di appena 42.000,00 euro», affermano da Federcontribuenti.
Quando il bene ipotecario è di gran lunga superiore al credito concesso o al debito maturato, «deve esser visto come un atto aggressivo e lesivo nei confronti del cittadino. Spesso gli avvocati convincono i propri assistiti che – fare quanto dice la banca o Equitalia – è meglio, più semplice. Noi invece diciamo a tutti di essere aggressivi più di quanto lo siano state banche o agenti della riscossione specie quando, per debiti irrisori, ci si vede portare via ogni cosa. Inoltre è giusto richiedere il risarcimento danni per gli incubi spaventosi a cui hanno obbligato il cittadino e invitiamo inoltre a fare grande attenzione a cosa si ipoteca e di non lasciarsi deviare da uno stato di bisogno», conclude la nota. Bisogna tuttavia ricordare che questa, come tutte le sentenze di cassazione non ha un’applicazione automatica. Chi ritiene che l’ipoteca sia eccessiva dovrà comunque andare in giudizio, con l’altissima probabilità che la banca o Equitalia portino il giudizio nuovamente in Cassazione. Con tempi proporzionati alla lunghezza e alla complessità di questi procedimenti.

