Mutui: ecco perchè con la nuova norma le banche potrebbero scontare lo spread e prestare oltre l'80%

Salvo scossoni, l'Italia si avvia ad introdurre la "direttiva mutui" con delle importanti modifiche rispetto al testo iniziale. Quanto alla possibilità per le banche di reintrodurre la penale su rimborso/estinzione anticipata, le banche non potranno reintrodurla. Anche perchè questo penalizzerebbe le surroghe, che nel 2015 sono state la killer application del settore, aggiudicandosi 1/3 del mercato totale e oltre il 65% del mercato dei mutui sul web. Quanto al mutuatario insolvente, la banca potrà espropriare l'immobile anche senza ricorrere al giudice , ma è allungato il margine prima dell'esproprio: da 7 a 18 rate, anche non consecutive. Se il testo del decreto sarà confermato, le banche e i mutuatari potranno prevedere, in caso di mancato pagamento di 18 rate del mutuo tramite il trasferimento della possibilità di estinzione del debito residuo del mutuo tramite il trasferimento della proprietà dell'immobile o utilizzando i proventi della vendita dell'immobile stesso. La valutazione dell'immobile per la vendita sarebbe effettuata da un perito scelto di comune accordo fra banca e debitore insolvente e la vendita dell'immobile comporterebbe la completa estinzione del debito in essere nei confronti della banca. In caso di eccedenza del ricavato della vendita dell'immobile rispetto al debito da rimborsare alla banca, la differenza sarebbe chiaramente riconosciuta al debitore insolvente. Viene così sancita la possibilità di definire un'alternativa all'usuale processo legale - giudiziale di repossession o esproprio dell'immobile dato in garanzia all'operazione di mutuo in caso di incaglio del finanziamento. Il processo esecutivo storico evidenzia da sempre le complessità e lungagginio che aumentavano considerevolmente il rischio di credito per gli istituti bancari. Il processo di recupero del credito nstoricamente poteva durare anche oltre i 3 anni dal momento del suo avvio e in molti casi si concludeva per la banca con una perdita di una porzione molto significativa del capitale residuo dovuto da parte del debitore insolvente. In funzione dello stato dell'immobile e dell'andamento delle aste giudiziarie questa perdita poteva addirittura arrivare a superare il 50% del debito da recuperare. Il processo di repossession (dal pignoramento dell'immobile all'autorizzazione alla vendita forzata da parte del giudice, l'organizzazione dell'asta e incasso delle competenze) in alcune aree geografiche italiane poteva facilmente superare anche i quattro anni di durata. Nel momento in cui il potenziale mutuatario e la banca finanziatrice possono prevedere delle clausole contrattuali in grado di ridurre in maniera significativa tempi e rischi di perdite per la banca da mancata restituzione del finanziamento, il rischio di credito di quello specifico contratto di mutuo viene chiaramente a ridursi per l'istituto erogante. E quindi il conto economico migliora la marginalità del singolo finanziamento aumenta immediatamente. Se questo è vero, appare ragionevole potersi aspettare in caso di applicazione delle nuove clausole uno spread scontato che sia in grado di fattorizzare il minor costo del rischio di credito. Parimenti, dato il minor rischio credito su questi nuovi contratti, la banca potrebbe parallelamente allentare i propri criteri creditizi per certi tipi di operazione o potrebbe prendersi dei rischi in più offrendo mutui con percentuali di intervento che superino la soglia dell'80%.

