Italia ancora in deflazione, prezzi -0,4%

L’Italia è nella spirale della deflazione e i prezzi al consumo non riescono a risollevarsi.
Per il mese di giugno l’Istat conferma la stima preliminare di un tasso di deflazione dello 0,4%, peggiore dello 0,3% di maggio. Si registra, invece, un lievissimo aumento dei prezzi su base mensile, dell’ 0,1%, ma è meno rilevante del -0,4% annuale, cioè relativo a giugno 2016 rispetto a giugno 2015. Questa potrebbe sembrare una bella notizia e in un certo senso lo è, perché con i prezzi al consumo più bassi il potere d’acquisto aumenta, a parità di reddito. Ma il reddito ci deve essere, e qui sta il problema. Se i prezzi si abbassano è perché in Italia si consuma mediamente di meno, e se si consuma meno si chiudono fabbriche, negozi e così via, e allora ci sono meno persone dotate di reddito e di capacità di spesa, i consumi si riducono ulteriormente e si entra in una spirale difficile da invertire. A tenere giù la media dei prezzi al consumo contribuisce soprattutto il settore dell’energia (-7,5% rispetto a giugno 2015). Al netto di questo comparto l’inflazione sarebbe invece positiva e pari a +0,4%.
Deflazione è la riduzione del livello dei prezzi, riduzione che generalmente si accompagna ad una contrazione della produzione e del reddito. Inflazione, invece, è l'aumento generale dei prezzi, la cui conseguenza è la progressiva diminuzione del potere di acquisto del denaro (cioè del valore della moneta).

