La Banca Centrale Europea potrebbe comprare più debito italiano

La fine del quantitative easing della Banca Centrale Europea sarà imminente, ma per il momento l'Eurotower continua a comprare debito a piene mani e potrebbe anzi comprare più 'carta' italiana, e lo spread è scivolato sotto 180.

Alla riunione del 18 e 19 gennaio i membri del consiglio direttivo hanno fatto il punto sul piano anti - deflazione che ha fatto crollare i tassi d'interesse. Per mantenere il necessario grado di stimolo monetario, lo scorso mese la BCE aveva deciso un'importante deroga: possibile comprare titoli che rendano meno del tasso sui depositi, pari a -0,40%. Una mossa per consentire di acquistare abbastanza titoli tedeschi a rendimento negativo. Ma comprare sotto quel tasso espone la BCE a perdite certe. La Bce, dunque, apre alla possibilità di comprare meno titoli tedeschi e più italiani. Una flessibilità che piace ai mercati: lo spread ha chiuso a 178 da 185 di ieri. Nonostante 210 miliardi di acquisti di debito pubblico italiano fra il 2015 e il 2016, e altri 100 miliardi stimati per il 2017, lo spread si era impennato fino a superare 200 a inizio di febbraio. Fra timori per la politica italiana, effetto-Trump sui tassi globali, elezioni in arrivo dall'Olanda (marzo) alla Francia (fra aprile e maggio) alla Germania (settembre), l'Italia torna a far rima con 'rischio'. La Bce da aprile ridurrà a 60 miliardi al mese il Qe, promette di continuare a comprare fino almeno a dicembre ma con un'inflazione ormai a un passo dal 2% l'asso nella manica di Mario Draghi potrebbe avere i mesi contati. Una Bce flessibile, di questi tempi, fa bene all'Italia.

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